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Nicolas Fransioli: “Il Partito Comunista è molto attivo contro la discriminazione e la xenofobia”

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Serbinfo.ch: Qual è il suo pensiero sugli stranieri venuti dall’area balcanica? Pensa che si siano sufficientemente integrati nella società svizzera?

Fransioli: Non credo vi siano problemi di integrazione particolari legati alla comunità balcanica. Le differenze culturali vanno superate unendosi per conquistare più diritti sociali. Al contrario la “guerra fra poveri” danneggia sia i ticinesi che gli stranieri.

Serbinfo.ch: Come vede l’attuale politica ticinese nell’ambito delle integrazioni e cosa cambierebbe?

Fransioli: Per una migliore integrazione va promossa una migliore offerta per quanto riguarda la formazione, i luoghi d’aggregazione sociale, e anche posti di lavoro con salari adeguati al costo della vita locale.

Serbinfo.ch: Come valuta il lavoro dei media? Pensa che talvolta con i loro articoli rendono il processo d’integrazione più difficile e indirettamente generalizzando i casi singoli non danneggiano l’immagine dell’intera comunità in questione?

Fransioli: Senz’altro i media giocano un ruolo nel promuovere la diffidenza della popolazione verso le comunità straniere, dando particolare spazio ai casi di stranieri coinvolti in episodi criminosi e tralasciando magari fatti positivi che fanno meno notizia. Oltre al fatto che secondo le statistiche i reati in Svizzera sono diminuiti, noi pensiamo che fra un criminale svizzero e uno straniero non vi sia differenza, le leggi vanno applicate equamente senza discriminazioni di sorta.

Serbinfo.ch: Quanto è per lei importante che gli svizzeri con il passato migratorio partecipino più attivamente nella vita politica svizzera?

Fransioli: Seguire la vita politica del Cantone credo sia importante al di là dalla nazionalità. Da essa dipende il futuro di tutti coloro che abitano il Ticino, indipendentemente dal passaporto. Per gli stranieri questo può senz’altro rappresentare una via per meglio conoscere la realtà in cui si vive, ma può anche portare nella politica una visione diretta sui problemi che affrontano le comunità straniere. Per quanto riguarda il Partito Comunista abbiamo al nostro interno compagni originari di varie parti del mondo, che ricoprono anche ruoli dirigenziali. Io stesso ho anche la nazionalità cilena.

Serbinfo.ch: Secondo lei bisognerebbe dare la possibilità di voto agli stranieri a livello comunale prendendo in considerazione che il 25% della popolazione e in alcuni casi anche il 40% come nel caso del comune di Lugano è straniera?

Fransioli: Io e il mio partito siamo favorevoli al diritto di voto per gli stranieri residenti. Nei Grigioni, dove i Comuni sono autonomi in materia, è stato proprio un consigliere comunale del Partito Comunista a proporre l’introduzione del diritto di voto per gli stranieri a Roveredo, proprio perché crediamo che chi vive, lavora e paga le tasse qui debba poter far sentire la propria voce.

Serbinfo.ch: Che vantaggi, se ce ne fossero, avrebbero gli stranieri nel caso lei fosse eletto nel Consiglio Nazionale?

Fransioli: Il Partito Comunista è molto attivo contro la discriminazione e la xenofobia e in generale è da sempre a fianco di tutte quelle fasce della popolazione che, per motivi di origine, economici o altri ancora, si trovano in una situazione di svantaggio. Siamo inoltre l’unico partito ticinese ad essere apertamente schierato contro la guerra e l’imperialismo: ci opponiamo a qualsiasi collaborazione della Svizzera con la NATO ed abbiamo nel nostro programma il ritiro del contingente svizzero dal Kosovo. Il PC non riconosce l’indipendenza unilaterale di questa regione dalla Serbia e ci opponiamo all’occupazione militare di paesi sovrani.

Serbinfo.ch: Perché un immigrato dovrebbe votarla e il suo partito?

Fransioli: Un immigrato che lavora e fa fatica ad arrivare alla fine del mese trova nel Partito Comunista una forza politica che si batte per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori senza distinzione di passaporto. Il PC si impegna poi, a differenza di altri, anche a combattere le cause che portano i migranti a compiere la difficile scelta di abbandonare il proprio paese: le guerre, le destabilizzazioni politiche e lo sfruttamento delle risorse economiche e umane da parte dei paesi Occidentali.

Serbinfo.ch: Il tema che le sta più a cuore a livello nazionale? Ci spieghi perché?

Fransioli: Il tema che sento più vicino è quello della promozione economica del Ticino e della Svizzera. Penso infatti che, sul lungo periodo, non si possa pensare di combattere la pressione al ribasso sui salari senza prevedere la creazione di posti di lavoro di qualità, in grado di sostenere salari adeguati al costo della vita locale. Vi sono una serie di progetti per il Ticino che a Berna devono essere promossi con più forza. Ad esempio un progetto di polo biomedicale nel Bellinzonese, in collaborazione con la facoltà di medicina e con l’Istituto Oncologico della Svizzera italiana, con un parco industriale annesso, potrebbe permettere di creare posti di lavoro specializzati e di qualità nel settore della chimica e della medicina, che potranno avvalersi di una ricerca scientifica di altissimo livello. Anche il progetto del centro di competenze delle Officine di Bellinzona va difeso e ulteriormente ampliato. Per dare un seguito a questa importantissima battaglia a difesa dei lavoratori va promosso lo sviluppo verso un polo della logistica ferroviaria ad alto valore aggiunto, che potrebbe diventare un giorno un centro di valenza europea per la gestione automatizzata dei treni.