Home Balcani Esperto: il bombardamento della Serbia e Montenegro è stato un errore strategico

Esperto: il bombardamento della Serbia e Montenegro è stato un errore strategico

Per l'Unione Europea, il bombardamento della Jugoslavia nel 1999 è stato un "errore strategico". Lo ha dichiarato oggi, in un'intervista a Sputnik, Pierre-Emmanuel Thomann, direttore del centro per la ricerca geopolitica Eurocontinent.

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“Penso che sia stato un errore strategico. Ha reso la NATO l’organizzazione responsabile della sicurezza degli europei e posta in posizione dominante nei confronti dell’Unione Europea. I membri dell’UE e quelli europei della NATO si sono chiusi nelle priorità geopolitiche degli Stati Uniti nei Balcani. Perfino la Germania, che considera l’Unione Europea una parte subordinata dello spazio euro-atlantico. Credo che la crisi dell’Unione Europea sia iniziata in parte proprio allora “, ha detto Thomann.

Egli ha definito falsa la versione che definisce il bombardamento un “intervento umanitario”.

“Ciò è stato fatto per nascondere i veri interessi geopolitici degli atlantisti, che volevano smembrare la Jugoslavia, spingere la Russia fuori dalla regione balcanica e infine orientare i paesi balcanici verso la NATO”, ha spiegato l’esperto.

Egli ritiene che il bombardamento abbia portato alla creazione di stati invivibili, come Kosovo e Bosnia, che non possono esistere senza sussidi europei.

“Inoltre, gli estremisti islamici si sono radicati nei Balcani per un lungo periodo. La regione è diventata uno dei fattori di crisi nei rapporti con la Russia e la sua perdita di fiducia nelle istanze euro-atlantiche”, ha aggiunto l’esperto.

Nel 1999 lo scontro armato tra i separatisti albanesi dall’esercito di liberazione del Kosovo, l’esercito serbo e la polizia ha portato al bombardamento della Repubblica federale di Jugoslavia (all’epoca composta da Serbia e Montenegro) da parte delle forze della NATO, che scavalcarono la posizione del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Gli attacchi aerei della NATO sono durati dal 24 marzo al 10 giugno 1999. Il numero esatto delle vittime è sconosciuto. Secondo le stime delle autorità serbe, ci sono stati circa 2500 morti e oltre 12.000 feriti. I danni materiale, secondo varie fonti, sono stimati tra 30 e 100 miliardi di dollari.

Tredici paesi membri della NATO, tra cui Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, hanno fornito i loro aerei per l’operazione militare. Il contingente americano rappresentava il 75% delle forze dell’alleanza.