Home Integrazione Dal 2018 sarà più difficile diventare svizzeri

Dal 2018 sarà più difficile diventare svizzeri

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Dal prossimo anno sarà più difficile ottenere il passaporto rossocrociato. Secondo la nuova Legge sulla cittadinanza (LCit) potrà essere naturalizzato solo chi dispone di un permesso di domicilio, vive in Svizzera da almeno dieci anni ed è ben integrato.

Gli aspiranti svizzeri dovranno ad esempio dimostrare di sapersi esprimere in una lingua nazionale non solo oralmente ma anche per iscritto. Verrà richiesto un livello A2 (Livello elementare) per lo scritto e B1 (Livello intermedio) per l’orale, secondo i valori stabiliti dal Quadro comune di riferimento europeo. Queste competenze linguistiche dovranno essere comprovate da un esame.

Lo straniero la cui lingua madre corrisponde a una delle lingue nazionali non dovrà tuttavia presentare un certificato. Lo stesso dicasi per coloro che hanno frequentato per cinque anni una scuola, non necessariamente in Svizzera, in una delle lingue nazionali.

Attualmente chiunque ha risieduto in Svizzera per 12 anni può richiedere la naturalizzazione. Da gennaio solo quelli con il Permesso C (di domicilio) potranno farlo. La durata del soggiorno nella Confederazione sarà ridotta a 10 anni, ma il tempo trascorso grazie al Permesso N (richiedenti asilo) non conterà più, mente gli anni trascorsi con il Permesso F (persone ammesse provvisoriamente) varranno solo per metà.

La cittadinanza non potrà poi essere concessa a coloro che hanno ricorso all’aiuto sociale nei tre anni precedenti la richiesta. Eccezioni sono previste per chi ha rimborsato i soldi ricevuti e per le persone in formazione.

Come già oggi, i candidati alla naturalizzazione dovranno avere casellario giudiziale vergine. Le autorità si baseranno però non più sul casellario destinato ai privati, ma su quello informatizzato riservato alle autorità, dove i reati restano iscritti più a lungo.