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Scuola e formazione

Foto: Keystone

La Svizzera ha poche risorse naturali: deve dunque la sua prosperità anche alle capacità intellettuali della popolazione residente e perciò fa grande affidamento sugli ottimi livelli dell’istruzione pubblica.

Il sistema scolastico svizzero

La Svizzera ha un sistema scolastico fortemente decentrato. Le scuole elementari e secondarie sono gestite dai Cantoni, ma il numero di anni di scuola dell’obbligo è comune in tutto il Paese. Il sistema è suddiviso in quattro livelli: prescolastico (asili nido e scuole dell’infanzia), scuola dell’obbli- go (scuole elementari e medie), livello superiore e formazione universitaria e continua.

Per allievi di madre lingua non italiana che ne- cessitano di un particolare sostegno la scuola ticinese offre dei corsi di lingua italiana e attività di integrazione. Studenti, nuovi arrivati, di età superiore ai 16 anni possono beneficiare del programma proposto dal Pretirocinio di integrazione.

La scuola dell’obbligo

La scuola dell’obbligo dura 9 anni ed è suddivisa in scuola elementare e scuola media. Sebbene esistano diverse scuole private, la maggioranza degli allievi frequenta le scuole pubbliche.

L’età minima per l’inizio della scuola elementare varia da Cantone a Cantone: inTicino è fissata a 6 anni, mentre in futuro l’obbligo scolastico in tutta la Svizzera sarà anticipato a 4 anni. Alla scuola media gli alunni ricevono un’educazione generale di base. Alcune scuole forniscono un’istruzione pratica che li prepara all’apprendistato, altre mirano ad ampliare la cultura generale per consentire l’accesso al livello successivo.

Il ruolo della scuola pubblica è importante anche dal punto di vista dell’integrazione perché accoglie il 95% degli alunni del Paese con la varietà di condizioni sociali, linguistiche e culturali che compor tano. In quanto Paese con quattro idiomi nazionali la Svizzera attribuisce grande importan- za allo studio delle lingue. Durante gli anni di scuola dell’obbligo gli alunni studiano almeno un’altra lingua nazionale: in Ticino il francese e il tedesco, oltre all’inglese.

Scuole superiori

A 16 anni, gli studenti intenzionati a proseguire gli studi iniziano le scuole superiori, che hanno una durata di 3 o 4 anni: possono svolgere un tirocinio attitudinale in preparazione all’entrata nel mondo del lavoro o una formazione che consenta poi studi universitari. Il liceo offre una cultura generale e prepara all’esame di maturità che dà diritto ad accedere ad una delle 10 università svizzere, fra cui quella della Svizzera italiana a Lugano e Mendrisio (Accademia di architettura), o ad uno dei due politecnici federali (Losanna e Zurigo). Gli apprendisti alla fine del periodo di tirocinio ottengono un Attestato Federale di Capacità, riconosciuto in tutti i Cantoni.

Formazione universitaria continua

Molti continuano la propria formazione iscrivendosi ad un’università o ad una scuola universitaria professionale. Inoltre sono numerosi i corsi di aggiornamento professionale e specializzazione offerti da istituzioni private o da associazioni sindacali e professionali. Università e altri istituti superiori offrono anch’essi corsi di formazione continua.

Il Ticino dispone di un sistema universitario che comprende le facoltà di economia, di scienze della comunicazione, di architettura, di informatica e di teologia. E’ inoltre presente la SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) in grado di fornire un insegnamento con orientamento pratico.Importanti centri di ricerca sono l’Istituto CIM (Computer Integrated Manufacturing) della Svizzera Italiana, il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico, l’Istituto Dalla Molle per l’Intelligenza artificiale e l’Istituto di Ricerca in Biomedica.

Stefano Franscini nacque a Bodio nel 1796. Fu eletto Consigliere federale nel 1848. Principale attore della creazione del sistema educativo del Canton Ticino, si impegnò nello sviluppo delle prime scuole pubbliche sottratte alla gestione degli ordini ecclesiastici. Partecipò pure alla fondazione di un istituto politecnico federale a Zurigo, contribuì allo studio della Storia della Confederazione elvetica e gettò le fondamenta dell’Ufficio federale di statistica. Sempre sotto il suo impulso nacque l’Archivio federale svizzero.

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